Perché la caffettiera domestica italiana si chiama Moka?

Quando serve e quando possibile, è importante godersi del relax per recuperare le energie e calmare la mente… e se fatto con un buon caffè vicino, per chi piace, è ancora meglio! Questa bevanda infatti, per i veri appassionati, è quasi irrinunciabile, tanto che il suo consumo è diffusissimo in tutto il mondo, così come sono tanti i metodi di preparazione. Tra i più conosciuti c’è la caffettiera Moka, di creazione 100% made in Italy. Perché però avrebbe questo nome che ricorda ben poco l’italiano? Nel prossimo paragrafo lo scoprirai!

La moka: una caffettiera leggendaria!

Al bar o a casa, da soli o in compagnia, bere una tazza di caffè è sempre un piacere: dall’inconfondibile aroma già di suo inebriante, questo infuso di scoperta mediorientale e dalle molteplici varietà sa regalare, a chi lo sorseggia, un momento di estasi assoluta, grazie al suo gusto deciso ma che si fa apprezzare, al punto da diventare, in alcuni paesi e per alcune persone, un vero e proprio rituale giornaliero.

Tra i cultori del caffè ci sono gli italiani: per molti di loro non può mancare il classico risveglio a base di caffeina o la tazzina dopo i pasti… perché potrebbero addirittura innervosirsi!

Ma i veri intenditori sanno anche che un buon caffè, per definirsi tale, deve essere preparato quasi ad arte, e anche su questo aspetto il nostro paese guadagna uno dei primi posti: è nato proprio in Italia il famoso espresso, conosciuto oggi in tutto il mondo, così come è stato scoperto sempre qui da noi uno dei metodi, a livello casalingo, per poterlo preparare, ovvero la Moka.

E perché questa particolare macchinetta avrebbe questo nome poco nostrano? Perché l’origine sembrerebbe infatti legata ad una leggenda araba, come ci spiega il sito buonristoro.com: un noto sceicco chiamato Alì Ben Omar, si stava recando nella città che doveva raggiungere, ma il viaggio era così lungo e difficile che il ricco signore, dopo un po’ di tempo, stava per cedere dalla fatica. Fu però proprio quando la situazione era più critica, che dal cielo arrivò un uccello portandogli delle bacche miracolose, dalle quali lo sceicco ne estrasse una bevanda marrone energizzante, che gli permise di ristabilirsi e concludere il viaggio.

Hai sicuramente capito che la bevanda era caffè, ma qual era il nome della destinazione? La città si chiamava… Moka!

Ecco quindi il motivo per cui la famosa caffettiera si chiamerebbe così e d’ora in avanti potrai raccontarlo alle persone che vuoi tu!

Curiosità: un po’ di informazioni sulla moka

Dopo aver visto l’origine del nome, credo che possa interessarti conoscere qualche dettaglio in più riguardo la storia di questa portentosa caffettiera e sul suo corretto utilizzo. Forse sono cose che già sapevi, ma un piccolo ripasso non fa mai male!

La moka vede la luce nel 1933 da un’idea di Alfonso Bialetti, per il cui progetto si è ispirato addirittura alla lavatrice di sua moglie!

Il modello originario della macchinetta espresso, con la caratteristica forma ottagonale, è rimasto pressoché invariato nel tempo (salvo leggeri cambiamenti in alcuni prototipi), tanto da far diventare la moka uno dei simboli made in italy per eccellenza.

La caffettiera viene prodotta per lo più in alluminio, ma ne esistono anche in acciaio, queste ultime destinate soprattutto ai mercati esteri. E’ venduta in differenti dimensioni, a seconda del numero di tazzine di caffè che è possibile preparare con quello specifico modello.

Ma, a proposito, come si può preparare un buon caffè con la moka? In realtà, a parte clamorosi errori, generalmente viene quasi sempre fuori un infuso dal sapore per lo meno accettabile, ma seguendo questi semplici accorgimenti il risultato è sicuramente migliore, oltre che in questo modo si mantiene la macchinetta in buone condizioni:

* Riempire il bollitore con l’acqua sfiorando appena, senza superare, il livello della valvola di sicurezza interna

* La polvere di caffè, dopo essere stata introdotta nell’imbutino, va schiacciata al punto giusto, né troppo, ma neanche creando un’esagerata di quella conosciuta come “montagnola”

* Mantenere il fornello ad una temperatura non tanto alta, meglio ancora sul medio-basso

* E’ consigliabile non togliere quel piccolo velo di caffè che rimane attaccato al bordo interno della caffettiera, poiché in questo modo il caffè appena fatto non entra in contatto diretto con l’alluminio e non prende quel retrogusto “metallico”

* Dopo ogni utilizzo, lavare la caffettiera con acqua calda o addirittura bollente, ma possibilmente mai con detersivi o detergenti; per la moka in alluminio, evitare anche la lavastoviglie

* Periodicamente, è consigliabile sostituire la guarnizione e la piastrina filtro, controllando inoltre che la valvola non sia occlusa

* In caso di macchinetta nuova, è opportuno fare alcune preparazioni “a vuoto”, cioè solo con acqua e senza mettere caffè, così da disinfettare la moka da eventuali residui dovuti alla fabbricazione e far sì di rendere “non contaminato” il gusto delle successive bevande

(da wikipedia.it)

A questo punto non mi resta che salutarti e augurarti buona pausa caffè!

Il Panda Curioso

Scritto da Il Panda Curioso

Pandone è un Panda Curiosone che ogni giorno si pone tantissime domande. Perchè si dice così? Perchè si fa così? E come ogni Curiosone che si rispetti va a cercare le risposte e le condivide con tutti i suoi amici curiosi. Seguilo anche tu!

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