Perché si dice “A caval donato non si guarda in bocca”? Cosa vuol dire e quali origini ha l’espressione

Nel linguaggio comune, si usa dire o sentire sovente il proverbio “A caval donato non si guarda in bocca”, il cui senso è una specie di morale, che insegna ad accettare comunque un regalo fatto, anche se non piace molto o non ha un valore prezioso. Ma perché si dice così? La sua origine è legata effettivamente ai cavalli? Ce n’è forse alcuni a cui non piacciono i dentisti? Soddisfiamo la nostra curiosità continuando la lettura!

“A caval donato non si guarda in bocca”: dei denti conta l’igiene, non il numero!

Proprio questo sarebbe stato il consiglio che avrebbe dovuto seguire il giovane campagnolo protagonista di una storiella, che un giorno fu mandato da suo padre a comprare un cavallo, con l’esortazione di guardare a dovere i denti dell’equino, prima di procedere al pagamento…ma aveva frainteso completamente il senso messaggio!

Il ragazzo infatti trovò da un mercante un cavallo, ma non lo comprò perché, aprendogli la bocca e contandogli i denti, vide che ce n’erano addirittura quaranta e pensò che l’ambulante volesse fregarlo, vendendogli un cavallo di quarant’anni e perciò troppo vecchio!

In realtà un cavallo con quaranta denti è adulto e in perfetta forma, infatti quello che il padre voleva dire e che il figlio non aveva capito, era di guardare le condizioni dei denti dell’animale, non il loro numero. A ragione di questo, per l’appunto, gli anni di un cavallo si possono valutare osservando la sua “igiene orale” e non contando quanti denti ha.

Prendendo spunto da questo racconto, è quindi venuta fuori l’espressione “A caval donato non si guarda in bocca”, che si usa proprio come insegnamento morale, per fare capire l’importanza di non giudicare a prima vista e apprezzare in ogni caso i regali che vengono fatti, nonostante possano non valere molto o non essere propriamente vicini ai nostri gusti personali.

Curiosità: il cavallo di Troia

Va bene non soffermarsi sulle apparenze e accettare di buon grado i regali, ma ogni tanto ad alcuni “cavalli” uno sguardo un po’ più approfondito andrebbe dato…o bisognava darlo!

Ne sanno qualcosa i troiani, ovvero gli abitanti della città di Troia, la mitologica città inespugnabile, che per ben 10 anni ha resistito all’assedio dei greci… per poi però essere conquistata per colpa proprio di un cavallo, il famoso “Cavallo di Troia”, macchina di guerra inventata da Ulisse, il re di Itaca, celebre per la sua intelligenza e la sua astuzia.

Sempre secondo la leggenda, fu proprio ad Ulisse che, vedendo tutti gli insuccessi fino a quel momento per far cadere la città, gli venne in mente un’idea: fece costruire un grande cavallo di legno, dove dentro si nascosero alcuni soldati greci e lui stesso, che venne lasciato sulla spiaggia di fronte a Troia, mentre il resto dei soldati finse poi una ritirata.

Ed è qui che avviene la svolta: i troiani non videro più l’esercito nemico e pensarono davvero che se ne fossero andati, e che quel cavallo fosse un dono degli dei che simboleggiava la loro vittoria. Così il cavallo fu portato all’interno delle mura e tutta la città organizzò una grande festa, che durò fino a notte fonda, per celebrare la fine della guerra. Il piano era ormai riuscito: con tutti gli abitanti ormai assopiti, Ulisse e gli altri greci all’interno del cavallo uscirono fuori e aprirono dall’interno le porte di Troia, così che il resto dell’esercito, uscito di nuovo allo scoperto, poté entrare in città e conquistarla.

Se solo i troiani avessero guardato meglio quel cavallo anziché prenderlo di buon grado…!

Il Panda Curioso

Scritto da Il Panda Curioso

Pandone è un Panda Curiosone che ogni giorno si pone tantissime domande. Perchè si dice così? Perchè si fa così? E come ogni Curiosone che si rispetti va a cercare le risposte e le condivide con tutti i suoi amici curiosi. Seguilo anche tu!

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