Perché si dice che le gambe fanno “giacomo giacomo”?

Nei momenti in cui si è stanchi, può capitare che le gambe inizino a fare “giacomo giacomo”. Perché si dice così? Cosa significa questa espressione e che origine ha? E chi sarebbe questo tale di nome doppio giacomo? Nel paragrafo successivo lo scopriremo!

“giacomo giacomo”: due nomi uguali… per tre ipotesi differenti!

Tutti abbiamo un nome e cognome per poterci identificare e distinguerci dagli altri, che vanno da quelli più comuni a quelli meno, ma averli addirittura simili tra loro è una particolarità di poche persone e sentirli pronunciare, o pronunciarli, crea sempre una certa stranezza.

Molti di noi avranno ad esempio letto nei libri di storia o sentito parlare di Galileo Galilei, il famoso fisico, filosofo, astronomo, accademico e matematico italiano, vissuto tra il sedicesimo e diciassettesimo secolo, padre del metodo scientifico e sostenitore/diffusore della teoria eliocentrica.

Oppure come non ricordarsi di Franco Franchi, il simpatico attore siciliano che recitava nel duo comico insieme a Ciccio Ingrassia.

C’è anche poi il signor “giacomo giacomo”… come dici, non hai la minima idea di chi sia o di cosa possa aver fatto? Tranquillo, tutto nella norma, questo individuo non è mai esistito!

Con “giacomo giacomo” infatti, non ci si sta riferendo ad una persona reale, ma è un’espressione che si usa, per identificare le gambe o le ginocchia indebolite e tremanti, a causa della stanchezza, degli acciacchi dell’età o quando si ha paura. Da tenere presente che, nonostante sembri indicare una condizione fisica, il termine non fa parte del linguaggio medico, ma solo di quello popolare.

E come è nato? Non si può dare purtroppo una risposta sicura, in quanto non ci sono sufficienti fonti a riguardo, ma esistono tre diverse teorie ritenute abbastanza attendibili.

La prima è di tipo “sonoro”: quando le ginocchia iniziano ad essere eccessivamente pesanti e doloranti dalla fatica, producono una specie di scrocchio che sembra fare “giac giac”  (o “ciac ciac”).  E’ stato quindi semplice e spontaneo associare questo rumore alle parole “giacomo giacomo”.

La seconda ipotesi arriva dalla Francia: siamo nel 1358 e il paese, all’epoca regno, stava combattendo contro gli inglesi nel noto e crudele conflitto chiamato guerra dei Cent’anni (in cui Giovanna d’Arco fu una delle protagoniste assolute). Per sostenere una guerra, si sa, servono moltissime risorse economiche e monetarie, soprattutto nel caso di una battaglia lunga come questa, che finiscono per gravare sulle persone più povere. Le tasse infatti aumentarono notevolmente e alcuni contadini francesi, infuriati, si ribellarono a questa situazione, ribellione che fu stroncata relativamente in fretta. I nobili li chiamarono negativamente con l’appellativo “Jacques Bonhomme”, in pratica “stupido” o “vile”, prendendo spunto dal tipico abbigliamento indossato dai braccianti ai quei tempi, “la Jacque”, cioè una giacca di fattura semplicissima (che tra l’altro identificò anche l’insurrezione stessa, ovvero “la Jacquerie”). Da quel momento in poi, nel territorio francese, si diffuse tra la gente l’espressione “faire le Jacques”, che nella nostra lingua può diventare “fare il codardo” o “fare lo sciocco”, riferendosi al suono prodotto dalle ginocchia quando vibrano di terrore, proprio come la reazione che ebbero i contadini insorti quando si trovarono faccia a faccia delle truppe nobiliari.

Infine, la terza e ultima teoria fa riferimento al Cammino di Santiago, ovvero un pellegrinaggio tra Francia e Spagna che i credenti intraprendono fin dal Medioevo. Si tratta di un tragitto lunghissimo: ben 800 km, per un tempo totale di percorrenza di un mese (di più o di meno a seconda dell’allenamento). Il traguardo ripaga però tutte le fatiche, infatti la meta finale è il santuario di Santiago di Compostela, in cui si pensa riposi uno dei dodici apostoli, a cui i pellegrini rivolgono le loro preghiere una volta arrivati, ma anche lungo la strada, per far sì che le ginocchia non cedano e completare così il percorso. Chi è l’apostolo in questione? Niente di meno che Giacomo il Maggiore!



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Il Panda Curioso

Scritto da Il Panda Curioso

Pandone è un Panda Curiosone che ogni giorno si pone tantissime domande. Perchè si dice così? Perchè si fa così? E come ogni Curiosone che si rispetti va a cercare le risposte e le condivide con tutti i suoi amici curiosi. Seguilo anche tu!

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