Perché si dice “fare le ore piccole”? Cosa vuol dire?

Quando si esce per una serata insieme agli amici è facile che la cosa si protragga per le lunghe, fino ad arrivare a “fare le ore piccole”, a volte in modo inconsapevole, ma altre per scelta più che volontaria. Ma perché si chiamano “ore piccole”? E perché sono in miniatura e non grandi? La spiegazione ti attende nel prossimo paragrafo!

“Fare le ore piccole”: tutta questione di numeri!

Quanti di noi si ricordano le prime uscite serali con gli amici e soprattutto le continue esortazioni dei propri genitori sulla soglia di casa riguardo al fatto di non fare tardi? E come si fa a scordarselo!

Anche se i genitori potevano risultare troppo apprensivi e per certi versi fastidiosi, ce lo dicevano soltanto per il nostro bene, in quanto in giro di notte è sicuramente più facile incontrare persone poco raccomandabili.

Alzi però adesso la mano chi ha dato sempre ascolto a mamma e papà ed è tornato sempre presto… nessuno, lo immaginavo! Tutti infatti, almeno una volta, hanno “fatto le ore piccole” e sono rientrati a casa più tardi di quello che dovevano… con i genitori ancora svegli e in ansia che li aspettavano, poveretti!

Adesso viene tuttavia fuori un lecito dubbio: perché si chiamano “ore piccole” se l’orario è invece molto inoltrato? Il motivo, probabilmente già noto a tutti, va ricondotto direttamente al modo in cui vengono numerate le ore per convenzione.

Cominciando con il dire che “fare le ore piccole” significa appunto “fare e rincasare tardi la notte”, in un qualsiasi momento in linea di massima compreso tra le 24 e l’alba, non è difficile capire come mai questa fascia di tempo corrisponde alle ore più “piccine” della giornata: se dalla tarda mattinata fino alla sera le cifre orarie, parlando specificatamente di valore numerico, sono più alte (10.00, 11.00, 12.00, 13.00 e così via), a partire invece successivamente alle 00.00, i numeri delle ore diventano più piccoli (1.00, 2.00, 3.00, ecc.) e la notte fuori sempre più fonda. Dicendolo con un gioco di parole, più l’attardarsi si fa grande… e più le ore si “fanno piccole”!

Questa è la spiegazione del perché si dice “fare le ore piccole” e, adesso che l’hai scoperta, puoi raccontarla ad altre persone curiose come te e non mi sbaglio di sicuro a dire che… non è mai troppo tardi per farlo!

Curiosità: è proficuo “fare le ore piccole”? Chiedetelo a Cenerentola!

Com’è stato detto in precedenza, da giovani capita di non dare molto retta ai genitori quando ci dicono di evitare di fare nottata… se però fosse una fata madrina a dirlo, meglio seguire sempre i suoi consigli!

La dolce Cenerentola ce lo può confermare: nella più che famosa fiaba, la bella e nello stesso tempo sventurata ragazza, dalla mattina alla sera è costretta continuamente a sgobbare per servire la perfida matrigna e le racchie sorellastre, ma un giorno finalmente arriva l’occasione per poter uscire e “svagarsi” un po’, ovviamente all’insaputa delle tre.

Il principe della città lì vicino ha organizzato un gran ballo nel suo palazzo con la “g” maiuscola, infatti in quella circostanza il giovane avrebbe scelto, tra le varie dame presenti, quella che sarebbe diventata la sua sposa!

Ma come poteva la povera Cenerentola andare al ballo vestita di stracci e senza un mezzo adeguato per arrivare a destinazione? A questo ci ha pensato la sua fata madrina: grazie alla sua bacchetta e ai suoi poteri magici (e nel cartone Disney al suo “bibbidi bobbidi bu”!), la fata crea un elegante vestito per la fanciulla e trasforma una zucca in una carrozza con tanto di cocchieri!

Attenzione però, perché l’incanto sarebbe durato soltanto fino alla mezzanotte, quindi Cenerentola non avrebbe dovuto “fare le ore piccole ” e tornare a casa entro quell’orario, così come la maga le aveva raccomandato.

Però si sa, il tempo sembra volare quando si sta bene e in piacevole compagnia, tanto che infatti la ragazza, dopo essere arrivata a palazzo ed aver ballato a lungo con il principe che si era innamorato effetto “colpo di fulmine” di lei, non si accorse che l’orologio aveva già iniziato a rintoccare le 24… come ci sarebbe rimasto se l’avesse vista nel suo aspetto naturale?

Cenerentola è costretta quindi a correre via alla svelta, abbandonando di colpo il principe che invece avrebbe voluto conoscerla meglio e quasi sicuramente sceglierla come sua consorte. La giovane riesce a ritornare a casa proprio all’ultimo istante, poco prima cioè che la magia della fata madrina si esaurisse completamente e le facesse riassumere il suo normale “abbigliamento”… e meno male che aveva promesso di non fare tardi!

Senza volerlo però alla fine è stato molto “redditizio” per entrambi, perché è stato proprio grazie ad una scarpetta che Cenerentola perse durante la sua “fuga di mezzanotte” e che fu trovata e raccolta dal principe, che lui riuscì a riconoscerla come la stessa fanciulla di cui si era innamorato la sera del ballo!

Dopodiché, i due si sposarono e, come previsto da una fiaba a lieto fine, vissero per sempre felici e contenti!

E’ conveniente quindi “fare le ore piccole”? Probabilmente sì, ma solo se si è sicuri che vada a finire bene come a Cenerentola!

Il Panda Curioso

Scritto da Il Panda Curioso

Pandone è un Panda Curiosone che ogni giorno si pone tantissime domande. Perchè si dice così? Perchè si fa così? E come ogni Curiosone che si rispetti va a cercare le risposte e le condivide con tutti i suoi amici curiosi. Seguilo anche tu!

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