Perché si dice l’espressione “alle calende greche”? Qual è l’origine e il suo significato?

E’ sempre giusto ricevere ciò che spetta nei tempi previsti e non che il tutto venga rimandando “alle calende greche”! Il termine, di uso abbastanza comune, indica infatti un periodo temporale lontanissimo e non definito, che non si sa quando arriverà e se arriverà. Perché però si dice così? E perché proprio le calende greche? Cosa sono? Scoprilo con me continuando nel prossimo paragrafo!

Facciamo “alle calende greche”? No, meglio a quelle romane!

Alcune persone sono abituate a segnarsi su un diario, un’agendina o sul calendario le date in cui c’è qualcosa di importante che non deve essere dimenticato, aggiungendo magari anche una piccola dicitura, tipo “10 maggio – festa di compleanno” o “22 ottobre – pagare bolletta del gas”.

Se avessimo vissuto tra gli antichi romani, sotto l’impero di Ottaviano Augusto, il giorno sicuramente da spuntare sarebbe stato l’1 di ogni mese, in quanto era quello il momento in cui si regolamentavano attivi e passivi!

Quel giorno corrispondeva con quelle chiamate all’epoca le calende, a cui possiamo legare l’aggettivo romane visto che sono si riferiscono proprio a questo popolo. Ma se si sta parlando dei romani e di un giorno che cadeva mensilmente in maniera sicura, perché oggi si usa dire “calende greche” e oltretutto per definire un lasso di tempo futuro e imprecisato chissà di quanto o addirittura inesistente?

La risposta va ricercata in Ottaviano stesso: la cultura dell’impero romano, per alcuni aspetti, aveva preso molti spunti da quella greca e anche le espressioni utilizzate in quell’epoca, spesso, facevano riferimento alla Grecia… ma non sempre per elogiarla!

A quanto ci racconta infatti Svetonio in “Vita di Augusto”, l’imperatore era solito pronunciare la frase “ad kalendas graecas” in tutte quelle circostanze in cui la restituzione di un prestito del debitore nei confronti del creditore, o il pagamento del tributo dovuto, non sarebbero mai avvenuti.

Considerando che ” ad kalendas graecas” tradotto letteralmente significa “alle calende greche”, è facile capire il motivo per cui Ottaviano la dicesse: un pagamento spettante di diritto che sarebbe giunto “alle calende greche”, voleva dire che in realtà non ci sarebbe mai stato… in quanto nel calendario dei greci, al contrario dei romani, il giorno delle calende non esisteva!

Ecco perché anche oggi, quando si utilizza l’espressione “alle calende greche”, lo si fa in modo abbastanza dispregiativo per riferirsi a qualcosa che si verificherà a “tempo indeterminato” o che più facilmente non capiterà proprio.

L’imperatore Augusto non è soltanto il promotore della frase “alle calende greche”, ma a lui spetta anche il merito di aver istituito la festività del Ferragosto. Se vuoi sapere come ha fatto, dai uno sguardo all’articolo in cui ne è stato parlato!

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Scritto da Il Panda Curioso

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