Perché si dice “Per filo e per segno”? Da dove arriva l’espressione e qual è il significato?

Avrai sicuramente sentito o usato almeno una volta l’espressione “per filo e per segno”, per definire qualcosa fatto in modo molto preciso. Ti sei però mai domandato il motivo per cui si utilizza questa frase e qual è la sua origine? Se sei curioso di saperlo, nessun problema, ti dirò io tutto a riguardo, ma tu dovrai leggere questo articolo… per filo e per segno fino alla fine!

Nel versione italiana del talent show culinario più seguito al mondo, il famoso chef Carlo Cracco dice spesso ai concorrenti: “I dettagli fanno sempre la differenza”, per spiegare loro quanto è importante avere cura nel preparare un piatto, perché a volte un particolare in più può determinarne una riuscita migliore, a dispetto di un altro fatto in modo più grossolano.

Questo insegnamento è valido non solo quando si parla di cucina, ma anche in tutti gli altri ambiti: svolgere una determinata cosa con attenzione e precisione, garantisce il raggiungimento del giusto risultato, evitando inoltre anche il rischio di sbagli.

In poche parole è bene fare le cose “per filo e per segno”, senza ovviamente diventare troppo pignoli!

L’espressione serve e viene usata proprio per identificare una qualche cosa eseguita (o detta) con molta accuratezza, rasentando quasi la perfezione, come quella che non mancava ai taglialegna e agli imbianchini di un tempo, i quali, per svolgere i loro rispettivi lavori, “battevano la corda” , cioè un filo intinto di vernice colorata che veniva steso sul tronco da segare o la parete da tinteggiare e che veniva poi rilasciato di scatto, così da far restare un segno ben visibile che gli avrebbe aiutati a capire, con sicurezza e precisione, dove eseguire il taglio o la pittura.

Da questa tecnica del passato, è nata quindi l’espressione “per filo e per segno” che noi oggi diciamo con il senso già spiegato in precedenza.

Curiosità: Arianna e il suo utile filo… che le ha lasciato un brutto segno!

In alcune circostanze, un filo lascia un segno che può essere di grande d’aiuto ad una persona… ma ahimè, negativo per un’altra!

In un mito greco, di cui forse hai già sentito parlare, si racconta che l’eroe Teseo riuscì ad uccidere il Minotauro, una mostruosa creatura con il corpo umano e la testa di toro, all’interno di un intricato labirinto nella città di Cnosso sull’isola di Creta.

Senza però l’aiuto di Arianna, che altri non era che la principessa della città e che si innamorò di lui, Teseo non sarebbe mai potuto tornare indietro e uscire dalla struttura: la fanciulla gli diede infatti, prima di entrare nel labirinto, un gomitolo di lana, il famoso filo di Arianna, in modo che il ragazzo potesse srotolarlo e segnare man mano il percorso mentre procedeva all’interno, così poi da avere una traccia da seguire e rendersi possibile l’uscita.

Sai come la ringraziò? Abbandonandola sull’isola di Nasso, dopo essere scappati insieme da Creta. Povera la nostra Arianna, sicuramente si è portata per sempre con sé il segno di questa esperienza! (fonte: Wikipedia)

Le colpe di Teseo non sono finite qui: è proprio per ciò che ha fatto il perché oggi si dice piantare in asso. Scopri significato e origine dell’espressione nell’articolo dedicato!

Il Panda Curioso

Scritto da Il Panda Curioso

Pandone è un Panda Curiosone che ogni giorno si pone tantissime domande. Perchè si dice così? Perchè si fa così? E come ogni Curiosone che si rispetti va a cercare le risposte e le condivide con tutti i suoi amici curiosi. Seguilo anche tu!

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