Perché si dice “qui gatta ci cova”? Cosa significa e qual è l’origine?

Non so, c’è qualcosa che non mi convince, sicuramente qui gatta ci cova! Questa espressione abbastanza comune, viene usata per un contesto in cui uno o più elementi sono poco chiari e creano dubbi o sospetti. Ma in che modo è venuta fuori la frase? E da quando le gatte covano? Continuando a leggere, placheremo la nostra curiosità!

Se “gatta ci cova”, c’è qualcosa di molto strano!

Nel mondo esistono circa 9 milioni di specie di animali, ognuno con le proprie caratteristiche. Una prima suddivisione è quella tra vertebrati, cioè quelli con una struttura ossea e/o cartilaginea, e invertebrati, ovvero quelli che ne sono privi.

A loro volta i vertebrati si dividono in pesci, rettili, mammiferi, anfibi e uccelli: nella prima categoria troviamo, ad esempio, il pesce palla, la murena, la cernia, ecc.; nella seconda i serpenti, il varano e così via; tra i mammiferi abbiamo invece l’uomo, il cane, la mucca, ecc.; per gli anfibi possiamo citare la rana, la salamandra e tanti altri e per finire tra gli uccelli ci sono l’aquila, la rondine, il gufo, il gatto,….. no un attimo, il gatto non è un volatile!

E allora perché, secondo un modo di dire, ci sono gatte che covano?! Com’è possibile?! Infatti è assolutamente impossibile!

L’espressione “qui gatta ci cova” nasce proprio dall’assurdità e l’anormalità di se stessa: un gatto, essendo un mammifero, non potrà mai e poi mai fare un uovo e né tanto meno covarlo come farebbe un uccello, considerando anche il fatto che la scienza ci dice che queste due specie di solito sono nemiche!

Vedere perciò una micetta che cova le uova lascerebbe sicuramente straniti e perplessi, quindi, similmente, di fronte a qualcosa di equivoco o di poca chiarezza, qualcuno è solito dire “qui gatta ci cova”. Dallo stesso significato, si usano anche le frasi “qui c’è puzza di bruciato” o “qui c’è qualcosa che non quadra”.

Curiosità: qui gatto ci cova… ed è tutto vero!

Se una gatta covante è una scena impossibile e sospettosa allo stesso tempo, figuriamoci se a covare fosse un gatto maschio… o forse non così tanto?

Nel famoso libro di Luis Sepùlveda, “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, il gatto Zorba, dopo la promessa, o meglio le tre promesse fatte ad un gabbiano femmina morente di nome Kengah, decide di prendersi cura dell’uovo che la povera uccellina riuscì a deporre poco prima di spegnersi, nonché del piccolo che ne sarebbe venuto fuori.

Zorba si mette per davvero a covare l’uovo, fino a che non nascerà una dolce gabbianella, a cui sarà dato il nome di Fortunata, visto che era stata proprio quella la circostanza con cui era venuta al mondo.

In seguito Zorba, insieme ad altri gatti suoi amici, vivendo diverse avventure e disavventure, aiuteranno Fortunata a diventare grande e le insegneranno addirittura a volare!

Questa è solo la trama generale della storia; se vuoi scoprirne lo sviluppo completo, ti consiglio di leggere il libro, qualora non lo avessi già fatto :). Di questo racconto è stato realizzato anche un lungometraggio animato tutto italiano, diretto da Enzo d’Alò.

Chi l’avrebbe mai detto che un gatto potesse covare? A quanto pare, a volte, può succedere!

Il Panda Curioso

Scritto da Il Panda Curioso

Pandone è un Panda Curiosone che ogni giorno si pone tantissime domande. Perchè si dice così? Perchè si fa così? E come ogni Curiosone che si rispetti va a cercare le risposte e le condivide con tutti i suoi amici curiosi. Seguilo anche tu!

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